Liceo Scientifico e Linguistico Statale di Ceccano in dulcedine societatis, quaerere veritatem

Indipendentemente, un video e una canzone dai ragazzi del Liceo contro tutte le dipendenze dalle sostanze

Giovedì 10 maggio presso l’Auditorium del Conservatorio di Musica  di Frosinone si è tenuta la manifestazione “INdipendenteMENTE”, che ha visto la partecipazione di 13 istituti scolastici, tra i quali il nostro Liceo. L’incontro è stato organizzato dalla Questura di Frosinone, dall’Ufficio Scolastico Regionale -Ambito 7- e dalla Comunità “In Dialogo” di Trivigliano ed è stato l’evento conclusivo di un percorso educativo di vitale importanza, che ha previsto incontri con gli studenti nei loro istituti scolastici, finalizzato alla prevenzione e al contrasto delle dipendenze, in particolare quelle da alcol e da sostanze stupefacenti.

Nella suggestiva cornice dell’auditorium sono stati presentati i lavori realizzati dalle scuole che hanno aderito al progetto, canzoni, video, pieces teatrali, poesie, apps

Il nostro Liceo ha presentato un video di due minuti, realizzato dai ragazzi della 3E con la collaborazione di alcuni studenti di altre classi, presentato sul palco dell’auditorium da Aurora Ricci (3E), e una canzone del Prof. Federico Palladini, rielaborata nell’ambito del progetto “Musica a scuola – Band”, eseguita da Gaia Masi (3E), alla voce, e Marco Francomano (4E), alla chitarra.

Qui il video




Queste le impressioni dei ragazzi che hanno partecipato:


Aurora Ricci, 3E

“Questa mattina, presso il Conservatorio di Frosinone, si è tenuta la manifestazione "INdipendenteMENTE", a cui centinaia di ragazzi hanno partecipato e di cui sono stati protagonisti presentando i propri lavori.

Si è parlato della Dipendenza in tutti i suoi aspetti ed in tutte le sue forme; delle paure e delle insicurezze degli adolescenti, che spesso vedono la droga come una via di fuga da un mondo del quale non ci si sente parte. Ragazzi soli, incompresi nei loro mille problemi, affascinati dall'anticonformismo, desiderosi di sembrare qualcuno dimenticando chi si è veramente.

Io, Aurora Ricci, e la mia classe 3°E abbiamo realizzato un breve video, che pur con tutti gli imprevisti del caso ed i malfunzionamenti multimediali, siamo stati vivamente orgogliosi di presentare oggi, per condividere il nostro impegno ed apprendere il messaggio di quei ragazzi che, come noi, si sono messi in gioco.

L'idea del video nasce da una proposta fattaci dal prof. Alviti a seguito di un'emozionante conferenza che si è tenuta nella nostra scuola qualche mese fa, nel corso della quale alcuni ragazzi, signori e signore della Comunità “In Dialogo” ci hanno condiviso le loro storie e la loro sofferenza, sentimenti che ci hanno pervaso e travolto. Non si può rimanere indifferenti e distaccati da una realtà che, purtroppo, fa parte del nostro quotidiano e potrebbe intaccare il nostro vissuto.

Coscienti di non esserne capaci abbiamo accettato la proposta del Professore, ma sorprendentemente, nonostante mille imprevisti, la collaborazione e la voglia di fare ci hanno permesso questa realizzazione, tanto più valida per la passione che porta dietro.

Il video vuole raccontare la storia di un ragazzo, un ragazzino di una famiglia normale, perché non serve avere chissà quali problemi familiari per entrare nel mondo della droga, è sufficiente sentirsi incompresi, voler sembrare il più forte, quando dentro si è il più debole. E lui entra a far parte del giro, conosce spinelli e cocaina, diventa egli stesso spacciatore; finché non vede i suoi amici morire, andare in carcere, e capisce di star buttando i suoi anni più belli, di star distruggendo un futuro che non riuscirà ad avere. Decide così di entrare in Comunità, riscopre i valori umani, la bellezza di un sorriso genuino, riprende le redini della propria vita e può così costruirsi una famiglia felice.

Questo video è dedicato proprio a quelle persone che, come lui, hanno sbagliato, distrutto ed hanno avuto la forza, il coraggio e la tenacia di rinascere e ricostruire la propria Vita.

 

Sballo, divertimento, solitudine, fuga, affermazione, il perché uno lo faccia può essere vario, ma la fine è la stessa per tutti; si perde la percezione della realtà, non basta più niente per soddisfarci, affetti, piccole gioie, niente può più renderci felici, se non una dose, sempre più dosi, sempre più forti.

Quando cerchiamo una forza esterna per riempierci, finiamo col perdere noi stessi; quando si è fragili, incapaci di reagire, ciechi di fronte al proprio valore si finisce con l'annullarsi. Ed una società che bada solo all'apparire non può certo insegnarci ad essere; e la volontà di Essere va ricercata in noi stessi. Perché nessun giudizio, nessuna delusione, nessuna mancanza, può scalfire un "io" cosciente del proprio valore, perché ogni caduta ci dia la forza di rialzarci più forti di prima, perché neanche un secondo di questo dono che è la Vita merita di esse sprecato, ma piuttosto ognuno di essi merita di essere vissuto a pieno, dando sempre il meglio di noi.”

 


Gaia Masi, 3E (introduzione alla canzone “Regina del Cielo”, eseguita all’auditorium)

 

“Buongiorno.

Siamo Gaia Masi e Marco Francomano, del Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano.

Il brano che eseguiremo è il riadattamento di una canzone del nostro insegnante Federico Palladini, sulla quale abbiamo lavorato nell’ambito del progetto “Musica a scuola – Band”.

È una canzone che parla di reclusione, secondo diverse chiavi di lettura.

Secondo una prima chiave, la reclusione è in senso strettamente fisico: il carcere. Da qui il titolo, “Regina del Cielo”, che viene da Regina Coeli.

Nel secondo livello di lettura, quello più profondo, per reclusione si intende qualsiasi situazione di prigionia, di oppressione, di condizionamento, di dipendenza, in grado di privare l’individuo della sua libertà.

In ognuna di queste situazioni, però, la speranza di libertà non deve mai estinguersi.

Essa deve animarsi, prendere respiro, dare forza all’individuo e riportarlo alla sua vera vita.

Dedicata a tutti i figli di Promèteo che non hanno rinunciato alla speranza di libertà.”


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