Liceo Scientifico e Linguistico Statale di Ceccano in dulcedine societatis, quaerere veritatem

ONORE AL MILITE IGNOTO

Il giorno 8 Novembre , gli alunni del VC si sono recati a Roma per poter rendere omaggio al "treno della memoria" accompagnati dalle docenti Stefania Alessandrini e Vittoria D'Annibale.

Qui il racconto della visita così come l'hanno vissuta gli alunni.

Il compito fondamentale della Scuola nella società moderna è di formare un individuo a 360 gradi, partendo da una base nozionistica, seminata durante trascorse in classe, ma che dovrebbe essere arricchita da esperienze reali.

Roma si trova a un passo dalla nostra provincia ed è qui che gli studenti della classe VC, supervisionati dai docenti D’Annibale e Alessandrini, sfruttando uno degli ultimi giorni di permanenza del “treno della memoria”, fedele ricostruzione del mezzo che un secolo fa trasportò le spoglie del milite ignoto da Aquileia a Roma: L'idea di onorare una salma sconosciuta risale in Italia al 1920 e fu propugnata dal generale Giulio Douhet; e se altri popoli misero prima in atto quell'idea, non si può contestare la priorità di essa all'Italia. Il relativo disegno di legge fu presentato alla camera italiana nel 1921 e ne fu relatore l'onorevole De Vecchi, che affermò fra l'altro: "Il disegno di legge che il Parlamento discute è frutto del sentimento italico, dolce ed ardente ad un tempo. Deve essere rivendicata ai nostri uomini d'arme la priorità del proposito di trasportare solennemente a Roma i resti di un caduto ignoto, perché ivi ricevano i più alti onori dovuti a loro e a seicentomila fratelli". Approvata la legge, il Ministero della guerra diede incarico a una commissione di percorrere i campi di battaglia per raccogliervi undici salme d'impossibile identificazione, fra le quali la sorte ne avrebbe designata una, da tumulare in Roma sul Vittoriano, sotto la statua equestre del "Padre della Patria". Maria Bergamas ebbe l'incarico di scegliere il corpo di un soldato tra undici salme di caduti non identificabili. Il 28 ottobre 1921, nella basilica patriarcale di Aquileia, in quello che passerà alla storia col nome di «Rito di Aquileia», consacrandola a madre spirituale del Milite Ignoto, la donna fu posta di fronte alle undici bare allineate: appoggiò lo scialle sulla seconda bara da destra e, dopo essere passata davanti alle prime, non riuscì a proseguire nella ricognizione e si accasciò al suolo davanti alla decima bara urlando il nome del figlio, su quella bara dunque, cadde la scelta. Per poi recarci al museo di risorgimento che, nascosto nel ventre del Vittoriano e fondato nel 1936, «ha per compito di promuovere e facilitare gli studi sulla storia d’Italia dal periodo preparatorio dell’Unità e dell’Indipendenza sino al termine della prima guerra mondiale, raccogliendo documenti, pubblicazioni e cimeli, curando edizioni di fonti e di memorie, organizzando congressi scientifici» raccogliendo un vasto patrimonio documentario e artistico che costituisce una delle fonti principali per lo studio dell’Italia e del contesto internazionale dalla metà del XVIII secolo alla fine della prima guerra mondiale e integrando alle opere d’arte e ai cimeli anche rari filmati d’epoca e un percorso sonoro con brani originali dell'Ottocento e della Prima guerra mondiale.

Da Ceccano alla stazione di San Pietro, da piazza Venezia nuovamente a Termini. Una capitale zuppa ma viva come sfondo di un viaggio tra risorgimento e prima guerra mondiale. L’altare della patria come sfondo, lo scrosciare della pioggia come accompagnamento in una riflessione su Patria, eroismo e sacrificio che travalica i secoli tra un Garibaldi intento a risalire la penisola e il pianto di madri e vedove al pensiero dei propri cari sepolti in trincea, entrambi motivati al tentativo di costruzione di un mondo “migliore” di cui noi oggi ci troviamo ad essere testimoni.

      Di Anna Boscaino  e  Mattia Cretacci


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